venerdì 22 ottobre 2010

Internet: minori on line già a 10 anni. L' Italia tra i paesi in cui si è registrato un basso livello di rischio

In Italia l'eta' media del primo accesso a internet e' 10 anni. Il dato, che emerge da Eu Kids Online, una ricerca europea sui rischi e le opportunita' della rete, pone il nostro Paese tutto sommato in linea con una tendenze europea.
Nel Vecchio Continente, infatti, i ragazzi cominciano a usare la rete sempre prima: l'eta' media in cui si inizia a andare online e' 7 anni in Svezia e 8 negli altri paesi nordici. In tutti i paesi europei, un terzo dei bambini di 9 e 10 anni e piu' dei due terzi dei quindici - sedicenni usano internet quotidianamente.
Uno strumento che in certi casi puo' anche diventare un rischio: lo studio mette infatti in luce che oltre il 12% dei ragazzi si dicono turbati o infastiditi da contenuti visti in internet.
A suscitare maggiore disagio sono contenuti come la pornografia, il bullismo, messaggi a sfondo sessuale e user generated content offensivi. Difficilmente pero' simili esperienze sono oggetto di discussione e condivisione con i genitori. Dalla ricerca emerge infatti come la maggioranza dei genitori di bambini che hanno sperimentato situazioni pericolose in rete sia del tutto inconsapevole di quanto accaduto ai propri figli. Per esempio, piu' della meta' dei genitori di bambini vittime di bullismo online esclude che i propri ragazzi abbiano vissuto esperienze di questo tipo.
L'indagine rivela anche come siano i bambini piu' piccoli quelli maggiormente vulnerabili ai pericoli della rete.
Repubblica Ceca, Estonia, Lituania e Svezia sono i paesi che registrano un piu' alto tasso di incidenza dei rischi online.
Italia, Portogallo e Turchia, invece, quelli dove la percentuale di bambini che si sono imbattuti in pericoli online e' tra le piu' basse d'Europa.
Fonte: Asca

Convocato il CdM per stamattina alle 9,30. All'odg la relazione del Ministro Galan sulle quote latte, la sanità penitenziaria, acquisizione e detenzio

Il Consiglio dei Ministri è convocato venerdì 22 ottobre 2010 alle ore 9,30 a Palazzo Chigi per l’esame del seguente ordine del giorno:
N. 2 DECRETI LEGISLATIVI (PRESIDENZA – RAPPORTI CON LE REGIONI) recanti norme di attuazione dello Statuto speciale della regione Trentino-Alto Adige concernenti:
- assistenza sanitaria ai detenuti e agli internati negli istituti penitenziari;
- modifiche ed integrazioni al DLG n. 592 del 1993, in materia di tutela delle popolazioni ladina, mochena e cimbra della provincia di Trento;
N. 2 DECRETI LEGISLATIVI (PRESIDENZA – RAPPORTI CON LE REGIONI) recanti norme di attuazione dello Statuto speciale della regione Friuli-Venezia Giulia concernenti:
- sanità penitenziaria;
- trasferimento di beni immobili e di impianti;
- DISEGNO DI LEGGE: Norme generali sulla partecipazione dell’Italia al processo normativo dell’Unione europea e sulle procedure per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea (POLITICHE EUROPEE) ;
N. 4 DECRETI LEGISLATIVI (POLITICHE EUROPEE – MINISTERI DI SETTORE) recanti attuazione delle seguenti direttive:
- 2008/51/CE: controllo dell’acquisizione e della detenzione di armi;
- 2008/63/CE: concorrenza sui mercati delle apparecchiature terminali di telecomunicazioni;
- 2008/71/CE: identificazione e registrazione dei suini;
- 2009/111/CE: enti creditizi collegati ad organismi centrali – ESAME PRELIMINARE;
- DECRETO LEGISLATIVO: Modifiche ed integrazioni al DLG n. 141 del 2010, recante attuazione della direttiva 2008/48/CE relativa ai contratti di credito ai consumatori, nonché modifiche del Titolo IV del T.U. bancario (DLG n. 385 del 1993) in merito alla disciplina dei soggetti operanti nel settore finanziario, degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi (POLITICHE EUROPEE - ECONOMIA E FINANZE) - ESAME PRELIMINARE.
- DISEGNO DI LEGGE: Ratifica ed esecuzione del Protocollo che modifica il Protocollo sulle disposizioni transitorie allegato ai Trattati sull’Unione europea, sul suo funzionamento e istitutivo della Comunità europea dell’energia atomica. Delega al Governo per l’adozione di ulteriori disposizioni attuative al fine dell’assegnazione del seggio supplementare del Parlamento europeo (AFFARI ESTERI);
N. 3 REGOLAMENTI PRESIDENZIALI recanti riordino dei seguenti enti:
- Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione (PUBBLICA AMMINISTRAZIONE);
- Istituto agronomico per l’Oltremare (AFFARI ESTERI);
- Accademia nazionale dei Lincei (BENI CULTURALI);
- DISEGNO DI LEGGE: Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani (AMBIENTE);
- DECRETO PRESIDENZIALE: Regolamento recante criteri e modalità di riconoscimento a favore delle fondazioni lirico-sinfoniche di forme organizzative speciali (BENI CULTURALI) - ESAME PRELIMINARE;
- RELAZIONE del Ministro Galan sui problemi relativi al regime delle quote latte;
- LEGGI REGIONALI.

Fonte: Presidenza del Consiglio

giovedì 21 ottobre 2010

Congedi di maternità: l'europarlamento li prolunga fino a 20 settimane

Minimo venti settimane retribuite al 100% contro le 14 attuali per le neomamme, e due per i neopapa', novita' assoluta. E' il risultato del voto del Parlamento europeo sulle modifiche alla legislazione Ue sui congedi parentali avvenuto oggi a Strasburgo. Con 390 voti a favore, 192 contrari e 59 astensioni, e' passata la relazione dell'eurodeputata socialista portoghese Edite Estrela, che va addirittura oltre le proposte di modifica richieste dalla Commissione Ue, che fissava a 18 le settimane di congedo di maternita' minimo, di cui solo 6 retribuite al 100%.

Fonte: Adnkronos

martedì 19 ottobre 2010

Animali: fonte di gettito. I possessori penalizzati dal fisco dell'On. Gianni Mancuso (PdL)

Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che:
il Fisco continua a considerare gli animali una fonte di gettito e a penalizzarne il possesso. Infatti, fa rientrare il possesso di un cavallo da corsa e da equitazione fra gli elementi denotanti una capacità contributiva superiore a quella espressa dai redditi dichiarati. Questo vale, indifferentemente, per i cavalli mantenuti in proprio e per quelli in pensione, per quelli bisognosi di cure e sotto osservazione sanitaria, e senza tenere in nessuna considerazione la differenza fra il cavallo da reddito e il cavallo che svolge una funzione socialmente rilevante quando è d'affezione o da riabilitazione (ippoterapia);
in base al redditometro 2007-2008, il fisco può verificare la coerenza tra il reddito dichiarato e le «presunte» spese di mantenimento del cavallo. Si ha notizia di accertamenti in questo senso, in Piemonte, dove gli allevatori temono ripercussioni sul comparto allevatoriale equino e più in generale su quello nazionale. I proprietari e gli allevatori mantengono i cavalli con redditi assolutamente inferiori a quelli richiesti, contribuendo però al sostegno e allo sviluppo del settore, soprattutto per lo sviluppo delle razze equine autoctone e locali e di tutto l'indotto;
i medici veterinari della Società italiana veterinari per equini fanno notare che considerare il cavallo un indicatore di reddito disincentiva il possesso del cavallo, contrasta con la tutela sanitaria dell'animale, rischia di incoraggiare l'abbattimento e depotenzia gli sforzi dell'Europa e dell'Italia per la creazione di una anagrafe equina basata sull'identificazione certa del cavallo;
durante gli accertamenti, è richiesto di dichiarare quanti cavalli da corsa e da equitazione fossero mantenuti nel biennio 2007/2008, verificando quanto dichiarato dal proprietario con quanto riportato nell'anagrafe nazionale equina, dato ad oggi in possesso dell'Agenzia delle entrate;
individuare come soggetti di accertamento i proprietari che hanno regolarmente identificato il proprio animale rappresenta, ad avviso dell'interrogante, un criterio iniquo che paradossalmente favorisce i proprietari in violazione con l'obbligo di identificazione e registrazione nell'anagrafe nazionale equina -:
se non intendano assumere iniziative, anche normative, per un azzeramento dei criteri fiscali che sottendono all'attuale redditometro, correggendo l'anacronistica visione secondo cui il possesso responsabile del cavallo è un indicatore di ricchezza, e se non intendano, alla luce delle distorsioni evidenziate in premessa, eliminare il cavallo dagli indicatori del nuovo redditometro, allo studio dell'Agenzia delle entrate.

Unire: ennesimo commissariamento e prospettive di soppressione dell'On. Marco Carra ed altri (Pd)

Al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali. - Per sapere - premesso che:
l'Unione nazionale incremento razze equine (UNIRE) è interessata ormai da tempo da una grave crisi finanziaria ed organizzativa che ha portato al suo ennesimo commissariamento il 23 giugno 2010;
l'attuale situazione di disavanzo si viene aggravando di giorno in giorno e, ad oggi, si attesta intorno ai 200 milioni di euro;
non sono stati approvati i bilanci 2008 e 2009 mentre quello relativo all'esercizio in corso è soggetto alla firma del nuovo commissario;
il settore risente ormai da tempo di una carenza di direzione tecnica ed amministrativa sempre più grave provocata dall'inadeguatezza dell'UNIRE;
l'andamento delle scommesse ippiche registra una prevedibile ed inarrestabile flessione. Circostanza, questa, che accresce il disavanzo dell'UNIRE;
appare opportuna una riforma dell'attuale sistema delle scommesse ippiche al fine di un loro rilancio nell'ambito del complessivo comparto dei giochi e della gestione dell'AAMS (azienda autonoma monopoli di Stato);
il Governo, in data 29 luglio 2010, ha accolto favorevolmente l'ordine del giorno 9/3638/326 (a prima firma dell'onorevole Enzo Carra) attraverso il quale si impegnava il Governo a valutare l'opportunità di sopprimere l'UNIRE facendo subentrare il Ministero interrogato nei relativi compiti ed attribuzioni ed il Ministero dell'economia e delle finanze e l'AAMS nei relativi compiti ed attribuzioni -:
se il Ministro interrogato, alla luce dell'ordine del giorno approvato, intenda dar corso all'impegno assunto prevedendo la soppressione dell'UNIRE.