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martedì 19 ottobre 2010

Animali: fonte di gettito. I possessori penalizzati dal fisco dell'On. Gianni Mancuso (PdL)

Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che:
il Fisco continua a considerare gli animali una fonte di gettito e a penalizzarne il possesso. Infatti, fa rientrare il possesso di un cavallo da corsa e da equitazione fra gli elementi denotanti una capacità contributiva superiore a quella espressa dai redditi dichiarati. Questo vale, indifferentemente, per i cavalli mantenuti in proprio e per quelli in pensione, per quelli bisognosi di cure e sotto osservazione sanitaria, e senza tenere in nessuna considerazione la differenza fra il cavallo da reddito e il cavallo che svolge una funzione socialmente rilevante quando è d'affezione o da riabilitazione (ippoterapia);
in base al redditometro 2007-2008, il fisco può verificare la coerenza tra il reddito dichiarato e le «presunte» spese di mantenimento del cavallo. Si ha notizia di accertamenti in questo senso, in Piemonte, dove gli allevatori temono ripercussioni sul comparto allevatoriale equino e più in generale su quello nazionale. I proprietari e gli allevatori mantengono i cavalli con redditi assolutamente inferiori a quelli richiesti, contribuendo però al sostegno e allo sviluppo del settore, soprattutto per lo sviluppo delle razze equine autoctone e locali e di tutto l'indotto;
i medici veterinari della Società italiana veterinari per equini fanno notare che considerare il cavallo un indicatore di reddito disincentiva il possesso del cavallo, contrasta con la tutela sanitaria dell'animale, rischia di incoraggiare l'abbattimento e depotenzia gli sforzi dell'Europa e dell'Italia per la creazione di una anagrafe equina basata sull'identificazione certa del cavallo;
durante gli accertamenti, è richiesto di dichiarare quanti cavalli da corsa e da equitazione fossero mantenuti nel biennio 2007/2008, verificando quanto dichiarato dal proprietario con quanto riportato nell'anagrafe nazionale equina, dato ad oggi in possesso dell'Agenzia delle entrate;
individuare come soggetti di accertamento i proprietari che hanno regolarmente identificato il proprio animale rappresenta, ad avviso dell'interrogante, un criterio iniquo che paradossalmente favorisce i proprietari in violazione con l'obbligo di identificazione e registrazione nell'anagrafe nazionale equina -:
se non intendano assumere iniziative, anche normative, per un azzeramento dei criteri fiscali che sottendono all'attuale redditometro, correggendo l'anacronistica visione secondo cui il possesso responsabile del cavallo è un indicatore di ricchezza, e se non intendano, alla luce delle distorsioni evidenziate in premessa, eliminare il cavallo dagli indicatori del nuovo redditometro, allo studio dell'Agenzia delle entrate.

giovedì 14 ottobre 2010

Comunicato finale del CdM n. 110: approvati il ddl di stabilità per il triennio 2011-2013 ed il ddl di approvazione del bilancio di previsione dello S

Il Consiglio dei Ministri si è riunito oggi, alle ore 12,50 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Ministro Altero Matteoli, a norma dell’art.8 della legge n.400 del 1988.
Segretario, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Gianni Letta.
Il Consiglio dei Ministri, appositamente convocato. ha approvato, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, Giulio Tremonti, il disegno dì legge di stabilità per il triennio 2011-2013 ed il disegno di legge di approvazione del bilancio di previsione dello Stato per il medesimo triennio.
Tali provvedimenti, in linea con le disposizioni introdotte con la legge 31 dicembre 2009, n. 196: "legge di contabilità e finanza pubblica", compongono la manovra triennale di finanza pubblica e, in particolare, la legge di stabilità dispone il quadro di riferimento finanziario per il periodo compreso nel bilancio pluriennale 2011-2013, esprimendolo sotto un aspetto tabellare, che conferisce al documento contabile una migliore trasparenza e leggibilità.
Premesso che la manovra economico-finanziaria per il predetto triennio è stata, per gran parte, realizzata con il decreto-legge n. 78 del 2010, gli interventi recati dal disegno di legge di stabilità sono conseguentemente contenuti in circa 1000 milioni per l'anno 2011, in 3.000 milioni per il 2012 ed in 9.500 milioni per il 2013, da attribuire, essenzialmente, a rimodulazioni di risorse finanziarie già inserite in bilancio ed esposte nelle tabelle della richiamata legge di stabilità, operazioni che di fatto non comportano effetti nel conto economico della pubblica amministrazione.
Con il disegno di legge relativo al bilancio di previsione, elaborato anch'esso su base triennale, viene portata a compimento l'attività di identificazione dei programmi sottostanti alle missioni di spesa, mediante una puntuale individuazione delle spese che vi fanno carico, tenuto conto che i programmi medesimi assurgono ad unità di voto parlamentare, ai sensi della predetta legge n. 196 del 2009.
I dati complessivi della previsione 2011-2013 espongono, al netto delle regolazioni contabili, un decremento delle spese finali per un importo di circa euro 11,6 miliardi per il 2011, attribuibili in gran parte alla manovra estiva di finanza pubblica recata dal decreto-legge n. 78, per cui gli effetti complessivi della manovra stessa appaiono consolidati nell'andamento delle spese finali relative agli anni 2012 e 2013.
Il Consiglio ha altresì nominato, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Maurizio Sacconi, il dottor Rino TARELLI componente della Commissione di vigilanza sui fondi pensione- COVIP.
La seduta ha avuto termine alle ore 13,20.

Fonte: Presidenza del Consiglio

lunedì 11 ottobre 2010

Canone Rai: i maggiori evasori in Campania, Calabria e Sicilia.Dell'On. Paolo Grimoldi (Lega Nord)


Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che:
dallo studio sulle imposte più evase dagli Italiani, condotto da KRLS Network of Business Ethics, per conto dell'Associazione contribuenti italiani, su un campione di 1500 cittadini maggiorenni residenti in Italia è emerso che l'evasione del canone RAI si attesta intorno al 38 per cento con punte che arrivano fino al 87 per cento in alcune regioni quali Campania, Calabria e Sicilia;
tra i maggiori evasori figurano i cittadini residenti nelle province di Caserta, Ragusa e Catanzaro, dove si sfiora il 90 per cento delle famiglie;
all'opposto le province più «oneste» sono quelle di Aosta, Ferrara e Pisa dove l'evasione si attesta al 12 per cento;
dall'ultimo bilancio consolidato disponibile, riferito all'anno 2006, il canone RAI costituisce il 47,4 per cento (1.491 milioni di euro) degli introiti della televisione di Stato, mentre la pubblicità si attesta sul 39,2 per cento (1.232,7 milioni di euro) -:
se il Ministro non intenda assumere iniziative affinché l'evasione del canone RAI, diffusa soprattutto nel centro-sud, possa essere contrastata;
se non ritenga opportuno procedere con uno studio affinché il canone RAI possa essere direttamente riscosso da enti territoriali, come le province, che hanno un controllo più diretto del territorio ed alle quali potrebbe essere destinata una parte degli introiti attualmente non riscossi.