lunedì 11 ottobre 2010

Colf e badanti: regolarizzazione difficile per i coltivatori diretti

Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro dell'interno. –
Per sapere - premesso che:
l'articolo 1-ter, comma 4, lettera d), della legge 3 agosto 2009, n. 102, in tema di regolarizzazione di colf e badanti, recita: «l'attestazione, per la richiesta di assunzione di un lavoratore di cui alla lettera b) del comma 1, addetto al lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare, del possesso di un reddito imponibile, risultante dalla dichiarazione dei redditi, non inferiore a 20.000 euro annui in caso di nucleo familiare composto da un solo soggetto percettore di reddito, ovvero di un reddito complessivo non inferiore a 25.0000 euro annui in caso di nucleo familiare composto da più soggetti conviventi percettori di reddito»;
tale norma da luogo a diversi problemi per il settore agricolo;
nel caso specifico del coltivatore diretto, infatti, il reddito delle attività agricole è dato dalla differenza dei corrispettivi al netto degli acquisti destinati alla produzione: tali redditi vengono tassati solo ai fini dell'IRAP e non confluiscono nel quadro N della dichiarazione dei redditi ai fini della tassazione IRPEF, poiché nel quadro N vanno indicati soltanto i redditi agrari e dominicali, per cui si verifica che il coltivatore diretto potrà ad esempio avere un reddito derivante dalla propria attività agricola di euro 30.000 che sarà tassato ai fini dell'imposta IRAP e dichiarerà ai fini IRPEF un reddito rilevato dai dati catastali agrario e dominicale molto inferiori, il che impedisce a numerosi addetti all'agricoltura di poter assumere badanti o colf straniere pur avendone la possibilità economica -:
se i Ministri interrogati non ritengano opportuno promuovere un adeguamento della normativa vigente in materia di regolarizzazione di colf e badanti così da consentire anche alla categoria dei coltivatori diretti di poterne usufruire.

CdM: in meno di un'ora approvato il Decreto sull'autonomia di entrata delle Regioni, norme sull’ambiente marino e molto altro. Il comunicato CdM

Il Consiglio dei Ministri si è riunito giovedi 7 ottobre alle ore 8,40, a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente, Silvio Berlusconi.

Segretario, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Gianni Letta.

All’inizio dei lavori il Ministro Sacconi ha riferito sull’aggressione a danno della CISL. Nell’esprimere ferma condanna, il Consiglio ha rivolto espressioni di solidarietà nei confronti del Sindacato e del Segretario Bonanni.

Il Consiglio ha approvato i seguenti provvedimenti:

su proposta dei Ministri dell’economia e delle finanze, Giulio Tremonti, le riforme per il federalismo, Umberto Bossi, la semplificazione normativa, Roberto Calderoli, i rapporti con le Regioni e la coesione territoriale, Raffaele Fitto, e le politiche europee, Andrea Ronchi:

- uno schema di decreto legislativo di attuazione della legge n.42 del 2009 in materia di federalismo fiscale, concernente l’autonomia di entrata per le Regioni a statuto ordinario e le province ubicate nel loro territorio, nonché la determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario. Sono in particolare disciplinate la soppressione dei trasferimenti statali di parte corrente con carattere di generalità e permanenza, la compartecipazione delle medesime Regioni al gettito dell’IVA, l’addizionale regionale all’IRPEF e l’IRAP, che le Regioni possono ridurre fino all’azzeramento. Sono inoltre individuate le fonti di finanziamento delle province, nonché i meccanismi perequativi. Viene poi disciplinata, a decorrere dall’anno 2013, la determinazione dei costi standard e fabbisogni standard per le Regioni nel settore sanitario. Sul provvedimento, l’esame del quale era già stato avviato dal Consiglio lo scorso 7 settembre, dovranno essere acquisiti l’intesa in sede di Conferenza unificata (in cui proseguirà l’interlocuzione già avviata con le autonomie) nonché i pareri della Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo e delle altre Commissioni competenti per materia;

su proposta del Ministro del turismo, Michela Vittoria Brambilla, e dei Ministri per la semplificazione normativa, Roberto Calderoli, per le politiche europee, Andrea Ronchi, e dello sviluppo economico, Paolo Romani:

- uno schema di decreto legislativo per il riordino e la semplificazione della normativa statale in materia di turismo, in attuazione della delega prevista dall’articolo 14 della legge n. 246 del 2005. Con l’approvazione del codice il Governo riconduce a sistema una situazione normativa complessa e frammentata, al fine di dare certezza ai consumatori ed operatori del settore. Sullo schema saranno acquisiti i pareri del Consiglio di Stato e dellei Commissioni parlamentari;

su proposta del Ministro per le politiche europee, Andrea Ronchi, e dei Ministri di settore:

- tre decreti legislativi, sui quali sono stati acquisiti i pareri prescritti, per il recepimento delle seguenti direttive europee:

- 2007/33, che stabilisce i provvedimenti di natura fitosanitaria da adottare in Italia per la lotta obbligatoria contro una patologia che colpisce le patate, comunemente denominata come ‘nematodi a cisti della patata’ (co-proponente il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali ;

- 2008/56, aulla previsione di strategie comuni per l’ambiente marino (co-proponente il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare);

- 2008/57 e 2009/13, che mirano, ad agevolare l’esercizio commerciale di treni lungo la rete ferroviaria, realizzando non solo la compatibilità tra le caratteristiche dell’infrastruttura e quelle dei veicoli, ma anche l’interconnessione dei sistemi di informazione e di comunicazione dei diversi gestori e delle diverse imprese ferroviarie. Obiettivo di fondo è consentire ai cittadini dell’Unione, agli operatori economici ed a tutti i soggetti interessati di beneficiare dei vantaggi derivanti dall’instaurazione di uno spazio ferroviario europeo senza frontiere interne (co-proponente il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti);

- due schemi di decreti legislativi, sui quali verranno acquisiti i necessari pareri, per il recepimento delle seguenti direttive europee:

- 2005/47, diretta a regolamentare, in modo uniforme su tutto il territorio nazionale e nel pieno rispetto del ruolo della autonomia negoziale collettiva, taluni aspetti dell’orario di lavoro relativo ai lavoratori mobili delle ferrovie addetti a servizi di interoperabilità transfrontaliera effettuati da imprese ferroviarie (co-proponente il Ministro del lavoro e delle politiche sociali);

- 2007/59, che stabilisce le condizioni e le procedure per la certificazione dei macchinisti addetti alla condotta dei locomotori e dei treni nel sistema ferroviario nazionale. Vengono definiti i compiti attribuiti alle amministrazioni nazionali competenti, ai macchinisti e agli altri soggetti operanti nel settore, con particolare riferimento alle imprese ferroviarie, ai gestori delle infrastrutture ed ai centri di formazione (co-proponente il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti);

su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, Stefania Prestigiacomo:

- uno schema di regolamento, sul quale sarà acquisito il parere del Consiglio di Stato, per istituire la Zona di protezione ecologica del Mediterraneo nord-occidentale, del Mar Ligure e del Mar Tirreno (Santuario dei cetacei) nel rispetto della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, fatta a Montego Bay il 10 dicembre 1982. Nelle predette zone lo Stato eserciterà la propria giurisdizione per proteggere e preservare l’ambiente marino, i mammiferi e le biodiversità dai rischi di catastrofi ecologiche dovute a scarichi di sostanze inquinanti da parte di navi mercantili o ad incidenti di navigazione, conformemente a quanto previsto dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982 e dalla Convenzione UNESCO del 2001 sulla protezione del patrimonio culturale subacqueo.

E’ stato inoltre deliberato lo scioglimento del Consiglio comunale di Condofuri (Reggio Calabria), dove sono state individuate forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata, ed è stato dichiarato lo stato d’emergenza nei territori delle province di Genova e Savona per gli eccezionali eventi atmosferici dei giorni scorsi.

Il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, Renato Brunetta, ha illustrato al Consiglio il Piano di semplificazione amministrativa 2010-2012.

Il Consiglio ha quindi deliberato:

su proposta del Presidente del Consiglio:

- nomina del presidente di sezione dottor Giancarlo CORAGGIO a Presidente Aggiunto del Consiglio di Stato;

- nomina del professor Alessandro CORBINO a componente della Sezione giurisdizionale del Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana;

- nomina dell’Ambasciatore Michele COSENTINO a consigliere della Corte dei conti;

- nomina a componenti del CNEL, in rappresentanza della categoria “imprese”, del signor Paolo BARBERINI per il settore commercio e del dottor Napoleone GUIDO, del dottor Paolo GALIMBERTI e dell’avvocato Piero LUZZATI per il settore servizi;

- collocamento fuori ruolo dell’ingegnere Bernardo DE BERNARDINIS, quale Presidente dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA). Il Consiglio gli ha espresso i più sentiti ringraziamenti per l’eccellente opera da lui svolta in nove anni di attività presso il Dipartimento della Protezione civile;

su proposta del Ministro dell’interno, Roberto Maroni:

- nomina a Prefetto del Questore di Milano dottor Vincenzo INDOLFI, con funzioni di Ispettore generale di amministrazione;

- nomina del Prefetto dottor Giancarlo TREVISONE a Commissario straordinario per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura, nonché per il coordinamento delle iniziative di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso.

Il Consiglio ha altresì esaminato talune leggi regionali, ai sensi dell’articolo 127 della Costituzione.

La seduta ha avuto termine alle ore 9,30.

Fonte: Presidenza del Consiglio

Consiglio d'Europa: Emma Bonino scelta per un progetto paneuropeo per la sicurezza ed il benessere dei cittadini''

Emma Bonino e' una delle nove eminenti personalita' che realizzeranno il progetto paneuropeo '''Vivere insieme nel ventunesimo secolo''.

L'iniziativa, sostenuta dalla presidenza di turno turca del Comitato dei Ministri di Strasburgo, e' di Thorbjorn Jagland, Segretario Generale del Consiglio d'Europa.

''C'e' una preoccupante recrudescenza di discriminazione e intolleranza - sostiene Jagland - che mette in pericolo i principi su cui si fondano i valori fondamentali della civilta' europea: democrazia, diritti dell'Uomo e Stato di diritto. Negli ultimi anni tutti i paesi europei hanno subito le conseguenze del deterioramento della solidarieta' sociale e persino il dialogo tra le varie comunita'. Mentre, proprio la tolleranza, il reciproco rispetto e l'accettazione della diversita' sono condizioni indispensabili per il vivere comune. Ecco perche' nasce un gruppo di personalita' eminenti che aiutera' il Consiglio d'Europa ad affrontare le nuove sfide per il conseguimento della sicurezza e il benessere dei cittadini''.

La decisione e' stata presa durante un incontro a Bruxelles tra Thorbjorn Jagland e l'ex ministro degli Esteri tedesco Joschka Fischer, che sara' il presidente del gruppo, cui - oltre alla Bonino - hanno aderito Javier Solana (per la Spagna), Timothy Garton Ash (Regno Unito), Martin Hirsch (Francia), Danuta Hubner (Polonia), Ayse Kadioglu (Turchia), Sonja Licht (Serbia) e Vladimir Loukine (Russia).

Fonte: Asca


domenica 10 ottobre 2010

Inflazione ferma a livelli trascurabili? una falSa presunzione. Lettera Anesti Settembre 2010

Giovanni III Sobieski, il re di Polonia che i testi storici indicano come colui che il 12 Settembre 1683, accorso in aiuto di Leopoldo d’Asburgo a Vienna assediata dai turchi, arrestò con una brillante manovra militare l’avanzata delle truppe ottomane sotto le mura di Vienna salvando la Cristianità, quel che rimaneva del Sacro Romano Impero e la casata austriaca degli Asburgo, così magnificava in uno scritto le doti personali del Duca Carlo V di Lorena (cfr John Stoye, Magdalen College Oxford “L’assedio di Vienna” ed. Il Mulino 2009 pag 50) “ha il portamento non di un mercante o di un italiano, ma di persona di qualità” a voler dire del giusto compendio caratteriale del personaggio né troppo dimesso e untuoso né troppo pieno di sé al limite del ridicolo.

Sono passati oltre trecento anni da quando fu redatto quel commento ma se Sobieski avesse oggi la possibilità di riesaminare il profilo caratteriale dell’italiano medio non troverebbe più riscontri al suo frettoloso e, probabilmente già all’epoca, superficiale giudizio. Sarà perchè come scriveva Ausonio “Cunctis sua displicet aetas” tutti biasimano il loro tempo presente, ma la stragrande maggioranza della popolazione italiana vive questo momento storico con grande sgomento e preoccupazione. Semmai il difetto degli italiani non è tanto la prosopopea ma il protratto attendismo di eventi al di fuori della loro portata che possano autonomamente risolvere anche i loro problemi.

Assieme al Giappone l’Italia è infatti, come noto, uno dei due paesi al mondo con il più alto rapporto debito pubblico PIL, rapporto oltretutto in costante ascesa. E’ questo, a detta del Fondo Monetario Internazionale, uno dei motivi –non l’unico- del suo bassissimo ritmo di crescita che deriva anche dalla impossibilità di usare la politica fiscale come efficace strumento di politica economica per rilanciare l’economia “The two advanced countries with the highest levels of public debt—Japan and Italy—have both experienced slow growth during the past decade. Moreover, high debt will prevent fiscal policy from playing a countercyclical role in the future”cfr Fiscal Challenge Next For Policymakers IMF Survey online October 14, 2009. Ma la politica fiscale è solo una delle componenti (per fortuna non l’unica) della politica economica. Altre leve andrebbero attivate se si vuole rilanciare l’economia.

La speranza –cullata da molti italiani- che per moto spontaneo e ineluttabile la crescita possa sgorgare impetuosa come una sorgente miracolosa da una concomitanza di fattori che traggono alimento da una ipotetica ripresa internazionale, senza adeguate misure di politica economica a livello interno, è priva di riscontri; anzi l’uscita dalla crisi, come oramai tutte le più autorevoli fonti stanno affermando, si sta facendo nelle varie aree economiche sempre più lunga e faticosa.

A Dicembre del 2009 (cfr Bloomberg 16 Dicembre 2009) si leggeva che il Presidente della Banca Centrale Europea era sul punto di ritirare alcuni dei sostegni sino ad allora forniti alle banche e (per fatto traslativo) all’economia, per uscire dalla crisi essendo finita la fase di emergenza “President Jean-Claude Trichet said Dec. 10 that market conditions are “stable enough” to allow the ECB to withdraw some of the emergency measures introduced to fight the financial crisis.”Appena dieci mesi dopo, ossia nel Settembre 2010, così scrive ora il Financial Times: “nel Giugno 2009 la BCE dopo ripetuti interventi ha concesso alle banche europee ulteriori linee di credito con scadenza a 12 mesi per un totale di 442 miliardi di €, l’ammontare più alto mai immesso nel sistema in una singola operazione dalla BCE…..Nel Giugno di quest’anno quando i fondi prestati sono venuti a scadenza i dati della BCE mostrano che i prestiti in essere ancora accordati nel loro complesso sono diminuiti…tuttavia mentre quelli a suo tempo concessi alla Germania e all’Austria sono scesi in modo consistente, nei paesi “periferici” della Unione Europea quali Spagna, Portogallo, Grecia e Irlanda il debito verso BCE è rimasto stabile quando non è addirittura aumentato (cfr FT September 14 2010 pag 29 “Fears grow over banks addicted to ECB funding). Al riguardo, vedasi anche il commento della Reuters : FRANKFURT, Sept 24 (Reuters) - The European Central Bank's patience with commercial banks' addiction to central bank funds is wearing thin, but it is not yet in a position to force banks to go cold turkey….. The ECB has already phased out its 6- and 12-month liquidity operations, and said in March it would move to auctions in 3-month operations, but was forced to go back to full allotment due to the renewed market tensions.

E che la situazione sotto il profilo del rischio non solo bancario ma anche sovrano (quello cioè che riguarda la solvibilità degli stati) non sia affatto migliorata lo afferma anche il FMI che nella sua Review of the Adequacy of the Fund’s Precautionary Balances pubblicata il 24 Agosto scorso sottolinea l’aumento dei pericoli di mancato rientro di alcuni dei prestiti concessi e la necessità di portare le riserve a presidio di tali rischi a 15 miliardi di SDR (special drawing rights) dai 10 attualianche in considerazione dell’aumentato volume di prestiti concessi dal Fondo a vari paesi durante la crisi (“Credit risks have increased sharply as the Fund has responded to the crisis. Overall, actual or potential credit exposures have doubled or, on some measures, almost quadrupled since the last review. Despite the return to positive net income, precautionary balances remain well below the SDR 10 billion target first established in 2002…..Under the proposed new framework, the target would be maintained within an initial range of 20–30 percent of credit outstanding…..Based on the new framework, staff proposes that the precautionary balance target be increased to SDR 15 billion. This corresponds to the mid-point of the SDR 12–18 billion range under the proposed new framework and would reflect the sharp increase in Fund lending and commitments during the crisis”).

Oltre Atlantico, negli Stati Uniti –dopo mesi di dibattito interno- la Federal Reserve, visto il permanere di un elevato tasso di disoccupazione fermo al 9,6% nonostante le misure precedentemente adottate per ridurlo, si sta preparando ad aprire le porte ad una dose super massiccia di acquisti di obbligazioni del Tesoro americano immettendo ulteriore liquidità (si parla di 1.000 miliardi di $) nel sistema (la cosidetta Quantitative Easing fase 2) cfr “Treasury bulls bet on deflation and a ride on QE2” Financial Times September 23 2010.

Continuando il nostro excursus sulla corrente situazione economica intorno al mondo apprendiamo infine che in Cina i consumi di prodotti petroliferi (Agosto 2010 su Agosto 2009) sono sì cresciuti nell’anno ma sono in calo quelli relativi all’ultimo bimestre (Luglio-Agosto 2010) rispetto ai consumi del Giugno, segno questo che l’economia cinese sta cominciando a subire gli effetti di un qualche rallentamento, che nel caso specifico è difficile da giudicare e capire se rappresenti o meno una stabile inversione di tendenza o un semplice fattore momentaneo di raffreddamento (cfrChina's oil demand this year continues to be something of a puzzle. Recent expectations had been that demand growth was likely to taper off during the remainder of 2010 as Beijing attempted to cool the country’s economy. But the latest data for August has something for both the bulls and the bears. Apparent demand -- refinery throughput plus net product imports -- of 8.418 million b/d was up by 8.7%, or roughly 670,000 b/d year-on-year, but also the second month-on-month fall in a row” Da Petroleum Intelligence Weekly Monday, September 27, 2010).

Premesso quanto sta accadendo nelle principali aree economiche mondiali, una opera di rilancio richiederebbe energici interventi di politica economica e non solo monetaria, interventi che stentano ad intravedersi. Il punto nodale della prevalente inattività corrente dei governi di molti paesi è la falsa presunzione che l’inflazione sia ferma a livelli trascurabili. Muovendo da questo assunto si tarda ad intervenire e si continua (ciascun paese lo fà) ad immettere dissennatamente liquidità nel sistema globale senza affrontare le cause reali della crisi riconducibili da una parte ad una struttura dei mercati finanziari inadeguata alla ripresa, dall’altra ad una inefficiente distribuzione del reddito che penalizza le classi che avrebbero la maggiore propensione ai consumi individuali.

Falsa presunzione perché negli anni il prezzo di molte materie prime a cominciare dal petrolio è aumentato drasticamente. I corsi di uno dei metalli di riferimento (il rame) è balzato negli ultimi anni da 3.000 ai circa 8.000 $ attuali a tonnellata; fortemente aumentati sono anche i prezzi dello zinco, del cotone, dello zucchero, del cacao, del frumento e di tante altre materie prime che hanno subìto dei rincari fortissimi sulle borse mondiali dove sono quotate. Eppure –con l’eccezione della Cina dove l’inflazione è salita il mese scorso al 3,5% - gli effetti visibili di questi aumenti sul costo della vita nei paesi sviluppati sinora non ci sono ancora stati. Ma quanto durerà questo limbo della stabilità dei prezzi al consumo bei beni finiti e chi (settori e classi sociali) prevalentemente colpirà la molla dei rincari attualmente caricata al massimo quando verrà rilasciata ? Sembra che l’argomento interessi pochissimo soggetti quali policy makers, stampa specializzata, economisti (cfr Gideon Rachman, Financial Times del 7 settembre 2010 “Sweep economists off their throne”

Il sistema economico mondiale è ancora nelle mani di coloro che lo hanno precipitato nella crisi più profonda e lunga dal 1929. La situazione è così folle che la Cina che ha 2.500 miliardi di dollari di riserve valutarie le tiene investite in larga parte in obbligazioni del Tesoro Usa per evitare che convertite in Renminbi e utilizzate in patria provochino un rovinoso eccesso di liquidità e una spirale inflazionistica fuori controllo. La quota rimanente di riserve non investita al di fuori del paese costa ai cinesi, sempre per tener in parte sotto controllo l’inflazione, una cifra stimabile in 40 miliardi di dollari all’anno (cfr The Short View, James Mackintosh, FT September 28 2010 pag 15); la Cina è infatti costretta a pagare sulle obbligazioni da lei emesse per assorbire questo eccesso di riserve valutarie un differenziale variabile fra l’1,5% e l’1,65% sul rendimento corrente del dollaro. Se non fosse sottratta al mercato questa liquidità concorrerebbe anch’essa a far esplodere l’inflazione interna.

Domanda. Per quanto tempo si potrà andare avanti in questo modo ignorando l’enorme potenziale inflazionistico che si è andato accumulando nel mondo e per quanto tempo si potrà stare alla finestra scaricando sui livelli di disoccupazione dei paesi sviluppati il peso di tener temporaneamente ferma la molla della inflazione ? Sobieski vince a Vienna per una manovra diversiva concordata con Carlo di Lorena ma anche e soprattutto perché il suo avversario turco Kara Mustafà non ne anticipa le mosse lasciandogli occupare i rilievi di Wienerwald a nord di Vienna. In economia come nella storia si può non essere indovini ma bisogna sempre essere preveggenti.

EUTIMIO TILIACOS

Vigili urbani zelanti ostacolano il libero volo aerostatico

Vigili urbani zelanti ostacolano il libero volo aerostatico
dell'On. Marco Beltrandi (Pd)

Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che:
le disposizioni contenute nell'articolo 57 del TULPS, recepite nel codice penale all'articolo 703, recitano: «Accensioni ed esplosioni pericolose: Chiunque, senza la licenza dell'Autorità, in un luogo abitato o nelle sue adiacenze, o lungo una pubblica via o in direzione di essa spara armi da fuoco, accende fuochi d'artificio, o lancia razzi, o innalza aerostati con fiamme, o, in genere, fa accensioni o esplosioni pericolose, è punito con l'ammenda fino a lire duecentomila. Se il fatto è commesso in un luogo ove sia adunanza o concorso di persone, la pena è dell'arresto fino a un mese»; alcuni vigili urbani stanno interpretando in modo letterale l'articolo citato, impedendo ai piloti di aerostati la libera navigazione aerea;
l'impedimento è dovuto al fatto che, applicando ad avviso dell'interrogante la norma citata, le forze di polizia municipale impediscono ai piloti di aerostati l'utilizzo dei serbatoi aeronautici, che sono i contenitori del propano che vengono alloggiati all'interno della cesta per alimentare il bruciatore mediante appositi tubi flessibili, i quali devono essere sottoposti a controlli periodici sia da parte del fabbricante, sia da parte delle autorità aeronautiche;
l'autorità aeronautica in questione è l'ENAC (Ente nazionale per l'aviazione civile) che è titolare dell'onere del controllo, infatti ha attribuito il compito istituzionale di vigilare sulla sicurezza dei voli, sicurezza che è garantita da un complesso di regole internazionali e dai controlli sull'applicazione di tali regole da parte dell'ENAC stesso;
attualmente, in Italia, le licenze di pilota di aerostato sono oltre un centinaio, ma i piloti che volano regolarmente sono molti meno. Una ventina sono quelli che partecipano più o meno regolarmente al campionato nazionale che si svolge ogni anno. Non sono molti ma in proporzione al totale dei piloti che volano effettivamente in Italia non sono nemmeno pochi. Anche nel Regno Unito i piloti che partecipano al campionato nazionale sono una ventina, ma su un totale di 1500, mentre in Francia, che in Europa vanta il campionato più numeroso, su circa un migliaio di piloti in attività, i partecipanti sono una cinquantina;
nonostante i piccoli numeri della nostra aerostatica, ogni anno in Italia si svolgono dai quindici ai venti raduni ed anche più (in pratica una media di oltre uno al mese). Ad alcune di queste manifestazioni partecipano alcune decine di palloni provenienti da tutto il mondo;
attualmente, a causa della falsa interpretazione della norma citata, i nostri aerostati sono inutilizzabili ed i piloti impossibilitati al volo giungendo, in un caso, a dover costringere un pilota a difendersi in tribunale per aver voluto esercitare il proprio diritto al volo in aerostato, nel pieno rispetto di ogni norma vigente;
le motivazioni con le quali si vieta il volo aerostatico sono molto simili in tutti i casi riscontrati: la norma viene interpretata in modo errato, poiché si ritiene che l'autorità che debba concedere la licenza non sia l'ENAC, bensì il comune;
non è superfluo aggiungere che tutte le mongolfiere sono condotte da pilota con regolare licenza di volo emessa dall'ENAC e regolamentata dal codice della navigazione aerea -:
se sia a conoscenza dei fatti narrati in premessa e, nell'eventualità positiva, se essi corrispondano al vero;
quali iniziative gravi ed urgenti intenda assumere per dare soluzione al vulnus arrecato ai piloti di aerostati, in particolare se intenda assumere iniziative per fornire un'interpretazione autentica della norma di cui in premessa al fine di evitare che le forze dell'ordine ostacolino illecitamente il libero volo aerostatico.